Chrissy Chlapecka con Christine: High Voltage
Quando sentite parlare di artiste apertamente lesbiche a cosa pensate? Esistono molteplici esempi per rispondere a questa domanda, specialmente in uno spazio così ricco culturalmente come quello della musica internazionale. Anche nei posti più oscuri, dove orientamenti sessuali ed intere minoranze sociali vengono condannate e perseguitate, esistono persone che fanno musica per contrastare le condanne, per lasciare una traccia. Una di queste persone è Chrissy Chlapecka. Negli ultimi mesi tutto il mondo assiste ad una campagna di silenziamento, quasi un tentativo di damnatio memoriae della comunità LGBTQIA con atti che ne limitano certe libertà. Le stesse persone queer vengono cancellate e censurate da librerie, dalle scuole che, infatti, bandiscono parole come queer, genere e altri termini nei libri e in altre forme di media nella totalità degli Stati Uniti. Vivendo in tali condizioni, tra rimpatrio forzato e violazione di libertà fondamentali, la società americana continua ad alimentare retoriche di omofobia e misoginia. Christine Nicole Chlapecka, di origini illinoiane, nota con il nome Chrissy Chlapecka sui social, non solo vive attivamente in questo contesto, ma contribuisce alla battaglia contro questi stereotipi già da alcuni anni a favore della comunità LGBTQIA. Chlapecka infatti è una delle fondatrici del trend #bimbotok su TikTok, un movimento che vuole andare contro gli stereotipi misogini e spesso generalizzati della donna bimbo. La bimbo, particolarmente popolare nella cultura pop attraverso film come Legally Blonde, è una donna tipicamente bionda, la quale è dotata di un aspetto attraente, ma è priva di qualsiasi capacità intellettuale. Essenzialmente, le bimbos sono considerate solo convenzionalmente belle e sessuali, senza però avere un pensiero od opinione concreta sulla politica o altri fenomeni socio-politici. Attraverso la sua piattaforma su Instagram e specialmente TikTok la giovane Christine nel 2019 decide di creare contenuti controbattendo lo stereotipo in modo sarcastico. Infatti, la stessa personalità da popstar emerge già attraverso questi video, dove il personaggio drag di Chrissy, con capelli tinti color platino, trucco marcato ed il suo mini skirt, ridicolizza l’idea di bimbo. Attraverso questi video Chrissy cerca di rivendicare il titolo di bimbo e ridefinire il termine in uno di una donna, seppur apparentemente vana, dotata di pensiero critico e capace di critica socio-politica. Nel ridefinire il termine Chlapecka aggiunge un carattere di inclusività, diventando una creatrice per un pubblico di girls, gays and theys. Infatti, lei stessa fa parte della comunità identificandosi prima come bisessuale, dopo come lesbica. Nella città di Chicago, ove trova nelle persone della comunità LGBTQ, specialmente le drag queen, una nuova famiglia, crea basi solide per la sua carriera musicale. Questo ambiente di inclusività è riflesso anche nel suo mondo musicale. Anche se Christine non ha potuto finire l’università americana, la sua esperienza già da una giovane età nell’industria del musical sembra trovare posto nei suoi progetti musicali. Infatti con una tecnica precisa e vocali potenti nel disco Christine, e la sua versione deluxe Christine: High Voltage uscita il 5 giugno, Chrissy Chlapecka tende verso la definizione di un mondo sonoro e visuale melodrammatico, teatrale, glamour, drag, burlesque e spaziale. Con suoni reminiscenti di Lady Gaga, Britney Spears e la breve carriera di Paris Hilton, Chlapecka si presenta in pieno drag, con capelli rosa e tacchi glitterati per cantare sull’amore saffico nel mondo contemporaneo. Canzoni come Passionfruit riprendono l’hyper pop degli inizi 2000 (ricordando inoltre canzoni all’inizio della carriera di Kesha e Charli XCX) portandolo ad un pubblico moderno. Un ottimo primo singolo per iniziare l’album, definendo l’atmosfera del resto del disco: perfezione hyper pop, sfrontatezza, femminilità, sensualità ed una queerness impenitente. In Passionfruit, come anche I Invented Sex, For Forever (At Least Just For The Summer), Apollo e Brain, Chrissy parla di sessualità e femminilità senza giri di parole sul sesso dell’oggetto del suo amore. Con tonalità anche sarcastiche, accompagnate da synth evocativi degli anni ‘80, l’artista copre di colore, glitter e campiness un mondo contemporaneo pieno di terrore ed incertezza. Il synth è molto evidente con canzoni come la stessa Apollo, Bitter with You e High Voltage. Ma la gioia pop non è l’unica sfaccettatura dell’album: con Aria e la stessa Bitter with You la cantante mostra le sue origini dall’industria del musical con abilità canore incredibili. La voce della cantante alcune volte si fonde con gli strumenti, altre volte prende il palcoscenico e guida tutta la composizione. Così l’artista trasmette chiaramente anche sonoramente la melanconia, l’estasi ma anche la gioia e la tristezza di una relazione saffica. Particolare attenzione dedicherei ad Aria, essendo la canzone attraverso cui ho scoperto Chlapecka. Il titolo echeggia il tema della canzone sia in termini di scrittura sia di visuali nel videoclip: l’opera. Infatti l’artista prende il noto musical Il fantasma dell’Opera trasformandolo in un capolavoro di amore saffico, chiedendo all’amata di lasciarla consumarsi pienamente nel loro rapporto e di salvarla con la sua aria dell’opera lirica (inoltre l’aria è un brano solistico che esplora i sentimenti del personaggio, presupposto allora per l’introspezione). In particolare, il testo di questa ed altre canzoni, come anche altre visuali (fra cui il videoclip per Passionfruit), riprende molti temi e topos religiosi (fra cui cristiani ma anche di altre culture) per riproporli in un contesto moderno, inclusivo e carico emotivamente. Aria inoltre mostra le incredibili vocalità di Chlapecka con ben tre cambiamenti di nota negli ultimi refrain della canzone. La profondità emotiva non è superficiale. Attraverso Andromeda, Spite, Brain e Purple Moon entriamo in un territorio più intimo dell’esperienza queer. Il senso di doversi cambiare per l’amata, il bisogno di ridursi ad una versione di sé più accettabile, manipolabile, senza troppi pensieri domina Purple Moon. Brain in particolare rappresenta un momento di liberazione ma anche di realizzazione, dove la morte diventa anche rigenerazione della vita. La perdita della testa è indicativa di una percezione della realtà sociale come superficiale e performativa e di una consapevolezza di un mondo che ha perso ormai il senno. Andromeda e Spite, invece, trattano della rottura di una relazione amorosa tossica e del desiderio di andare avanti con la propria vita, di essere veramente se stessi e usare l’indignazione ed il dolore come carburante per la crescita sia personale che artistica. Finalmente troviamo canzoni che raccontano esperienze personali, dialoghi con la propria identità ed il desiderio di fuggire da una situazione opprimente e stagnante in cerca di qualcosa di nuovo. Cassiopeia racconta della prima esperienza di amore queer di Chlapecka e di quanto devastante possa risultare tale emozione, portando fino a sensazioni simili alla morte. Se Cassiopeia parla del primo amore, Christine è un dialogo di Chrissy con la vera Christine, rassicurandola che i suoi sogni di avere successo nell’industria musicale si avvereranno e che il suo furor del passato diventa una fiamma che la consuma e una forza motrice per andare avanti. Fra indignazione, gioia ed introspezione, la cantante ha dei momenti di riflessione tranquilla ma comunque massimalisti in termini di produzione, di rallentamento dalla realtà queer sempre più accelerata. Girl On The Moon (nome anche del suo tour attuale), come anche Smoke, sono l’epilogo della storia raccontata dentro entrambe le parti del disco. La prima è una ballata, con tocchi di pop, reminiscente della ballata The One Who Gets To Cry, dal suo EP precedente, ed esprime il desiderio di scappare, isolarsi dai luoghi che evocano il dolore emotivo della relazione amorosa tossica. La luna, spesso associata alla femminilità e alla gentilezza, qui è un luogo di rifugio dal dolore e dalla malinconia che consuma l’artista. Il topos della salita sulla luna non è nuovo: è un leitmotiv presente in molte culture, specialmente legato a figure femminili, per il suo simbolismo del ciclo vitale riflesso dalla ciclicità delle fasi lunari. Qui, l’ascesa nel cielo stellato non è un dono o un onore, ma un atto di disperazione, una fuga che conduce alla solitudine. Smoke, anch’essa in forma di ballata, racconta i segni lasciati dall’amore passato come esperienze necessarie per evolversi, descrivendo come nelle fiamme dell’amore ci si possa non solo bruciare, ma anche soffocare nel loro fumo, quasi perdersi al loro interno. In Smoke la composizione fonde musica classica e contemporanea: il pianoforte progressivamente diventa parte di un ensemble di synth accompagnati da vocalità strazianti e pure. La celebrazione della femminilità come liberazione dallo sguardo maschile è infusa in tutto l’album, ma il suo apice si trova in Female Form. Ho voluto lasciare per ultima questa canzone, vedendola come un gioiello che corona l’intero progetto, poiché è un’esplicita risposta allo stereotipo della donna bimbo e indirettamente rimanda anche all’immaginario della donna lesbica, solitamente associata a un aspetto mascolino. In Female Form Chlapecka riprende quello stereotipo e scrive la sua definizione di femminilità, non più un elemento di sensualità ed esibizione destinato allo sguardo maschile. Questa divina femminilità rende l’artista insopportabile per gli uomini, ma a lei non interessa: non lo faccio per gli uomini, ma per noi, le donne. Attraverso motivi religiosi e il ricorso a costellazioni ed elementi celesti, Chrissy tende verso lo spazio extraterrestre, sovvertendo i tradizionali modelli di deificazione del maschile per affermare una femminilità divina. Nello stesso tempo, con la sua identità sessuale apertamente dichiarata e facendo riferimento al mondo queer e drag, l’artista punta verso le stelle, verso la popstardom, come simbolo di sessualità, accettazione di sé e autostima per le minoranze LGBTQ. Importante da menzionare è che il disco è stato pubblicato da Chrissy Chlapecka senza una label, come artista completamente indipendente. Similmente a Chappell Roan, è stata scaricata dal suo agente, ma ciò non l’ha fermata. Ora è nel mezzo del suo tour per il Nord America e all’inizio dell’autunno arriverà in Europa per la sezione europea del suo Girl On The Moon Tour. L’arte della personalità drag di Chrissy Chlapecka sta nell’essere fiera di sé e della sua queerness impenitente. Si impone sul palcoscenico come artista a tutto tondo, tra glamour e performance vocali impressionanti, cantando di accettazione, fierezza e potere. Sa chi è e non aspetta che gli altri le mettano un’etichetta per definirla, come dice in Andromeda:
Truth is, I'm just fucking artistic
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