Gli Arezzo Wave al fianco di Stefano Masella
Da quando abbiamo iniziato il nostro progetto, l’interesse per gli emergenti si è riacceso nelle nostre chiacchierate e nei nostri feed, dandoci la possibilità di conoscere generi e progetti nuovi e interessanti. Consigliarci i nostri emergenti preferiti vicendevolemente è diventata quasi una sfida perché non avevamo il parametro del successo o della critica a guidarci, ma solo quello delle nostre orecchie e della nostra pancia. Era stato proprio Stefano Masella – DJ Yakuza – a farci questa domanda ormai nello scorso marzo quando eravamo state ospiti al suo Backastage Podcast nel suo attivissimo canale Twitch. C’erano stati alcuni nomi interessanti – tra i Leopoldo e Pani, nostri emergenti dai primi numeri – ma non avremmo mai immaginato che dopo solo qualche mese avremmo assistito alle audizioni live della sezione Lazio degli Arezzo Wave, conoscendo altri emergenti, immergendoci in altri mondi. Il contest nazionale nasce nel 1987 muovendosi soprattutto sul rock, ma ben presto si apre a tutti i generi cercando di trovare l’artista o la band più completa, più interessante. Tra i nomi dei vincitori passati troviamo i Fast Animals and Slow Kids –che prima del successo sono stati i vincitori dell’edizione del 2010 –, i Krikka Raggae – interessantissimo gruppo raggae lucano – e i Kanerva l’anno scorso, con una base più indie - pop. Con questo passato, quando Stefano ci ha invitato come giudici, ma soprattutto ad assistere a queste selezioni live per il Lazio, non stavamo più nella pelle. Le selezioni si sono suddivise in due giorni, tra il 2 e il 3 luglio, consentendo a ben 15 artisti di esibirsi con tre pezzi del loro repertorio al Traffic Live Club, un vero e proprio locale da live sulla Prenestina, nudo, crudo e avvolgente. L’ambiente era giusto, accogliente, ma capace di creare una distanza sana tra ascoltatori e cantanti, in modo tale da permettere a chi era sotto al palco di infondere energia durante le esibizioni. Abbiamo assistito più a un concerto di mille generi che a delle audizioni: gli artisti interagivano con il pubblico, i fan e gli organizzatori non si facevano sentire, i voti venivano inseriti in silenzio, tra un’esibizione e l’altra. Volavano complimenti sinceri, apprezzamenti e scambi di idee. I generi che sono passati nell’arco di queste due giornate sono stati molteplici, come lo sono state anche le identità di ognuno di loro. Il primo giorno di contest è iniziato con i Sapada, una band di giovanissimi, che grazie anche all’uso delle piattaforme online stanno trovando il loro spazio per farsi ascoltare: energici, teatrali e freschi sanno come entrarti nella testa. This is Elle si è distinta per la sua presenza scenica, dalle vibes quasi fiabesche. Con Nazareno, artista nisseno, abbiamo esplorato uno stile che andava dal rap al pop, arrivando al pubblico che l’ha votato tramite telegram. Poi si sono alternati Anè con i Takkarate boys che con il loro sax e i loro assoli ci hanno fatto ballare e divertire. Cecilia Balivo ha portato con il suo trio di musiciste un’energia densa e allegra con le loro armonie vocali . Sorprendenti i “Cool Cats”, una band indie-rock che ci ha fatto emozionare per l’atmosfera sospesa che ci ha trasportato immediatamente in una provincia inglese di inizio secolo. Abbiamo apprezzato molto la tastiera e la cura nell’armonizzare gli strumenti e la voce quasi eterea del cantante: Summer on a Solitary Peak è stata una bella scoperta che è entrata di corsa nella nostra playlist. La giornata si è conclusa con Alessandro Giovannini, artista ironico e interessante. Completamente soddisfatte di aver scoperto artisti così tanto appassionanti da aprire gli orizzonti dei nostri gusti musicali, il secondo giorno non potevamo immaginare di emozionarci, addirittura. Il venerdì aveva attirato un nutrito pubblico che aveva trasformato le audizioni in veri e propri concerti. Avevamo visto Lupo, artista incredibile e interrante che con un rap che si rifà a delle sonorità emo rock e che siamo sicure entrerà ben presto nel panorama musicale italiano più conosciuto per la sua freschezza, ma anche i The Light Drown, pienamente rock e post - grunge, anche loro con dei fan che gli cantavano i ritornelli, progetti interessantissimi che ci avevano fatto ringraziare il fortuito ciclo di eventi per cui adesso ci trovavamo lì quella serata. Poi è arrivato Alberto Moscone che con la sua chitarra elettrica ci ha completamente stregato. L’intensità con la quale ha cantato ci ha fatto venire i brividi, tanto da lasciare le ragazze di Fuori Tempo con gli occhi lucidi solo per l’emozione che ci ha trasmesso con la sua musica, e di corsa anche lui è finito nella nostra playlist. Abbiamo ascoltato Leonardo Pucci che insieme a Jordà ha rappresentato la frangia del cantautorato italiano contemporaneo, con delle sonorità che mi hanno ricordato Venerus e Frah Quintale. A portarci a un cantautorato impegnato è più classico, ci ha pensato Montegro, con i suoi bellissimi testi e Leone, con la sua band. I Montreali hanno chiuso il cerchio con delle bellissime strumentali electro - rock. A vincere, tra tutti questi nomi così interessanti sono stati i The Light Drown, che con l’esibizione portata in scena si sono guadagnati l’energia e l’affetto del pubblico. Siamo immensamente grate di aver avuto l’occasione di prendere parte ad una manifestazione in nome della musica emergente e dell’esibizione live, tutto ciò per cui ci battiamo continuamente. Ringraziamo ancora Stefano Masella per averci rese partecipi, alimentando la nostra voglia di conoscere cose nuove e con il quale è sempre un enorme piacere scambiare idee e pensieri, la prova che per fare cose belle non occorre molto, semplicemente la giusta passione. Assistere ai live di artisti ancora all’inizio del proprio percorso è magico, c’è quella purezza e voglia di farsi ascoltare che non può far altro che risvegliare i nostri cuori, augurando loro di non arrendersi mai.
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