La rubrica degli emergenti



Come ogni mese, Alessia Restucci ha raccolto l’intervista di un emergente del nostro format su Tik Tok, scelto per interazioni, e Lucrezia Spedicati ci ha fatto scoprire tramite le sue domande altri due emergenti.

Gotham: fare qualcosa di vero

L’artista che ho intervistato, come al solito scelto dal pubblico di TikTok, è Gotham La City. Classe ‘02 di Bergamo ci racconta il suo percorso e la sua visione.

Ho iniziato a fare musica in modo super naturale. Mi ricordo che alle medie scrivevo le mie prime cose su dei fogli che tenevo in un cassetto a casa. All’inizio non pensavo neanche di fare canzoni: scrivevo perché stavo vivendo un periodo particolare della mia vita e avevo bisogno di buttare fuori quello che sentivo. Poi, con gli anni, questa cosa è diventata più seria. Alle superiori ne ho parlato con i miei amici e abbiamo iniziato a provare davvero a fare musica Per tanto tempo non ho mai avuto l’obiettivo di arrivare da qualche parte. Facevo canzoni per farle ascoltare ai miei amici, per gasarci insieme e per raccontare qualcosa. E questa cosa, in realtà, non è mai cambiata. Quando scrivo è sempre perché sento di avere qualcosa da dire o qualcosa da tirare fuori. La differenza è che col tempo ho iniziato a capire meglio anche il mio modo di esprimermi, il tipo di suono e di atmosfera in cui mi sento davvero me stesso. Canzone dopo canzone si costruisce un’identità artistica, ma alla base resta sempre la stessa esigenza: fare qualcosa di vero. Se tu vuoi andartene è nata in un periodo in cui mi sentivo molto in contrasto con me stesso. Avevo pensieri opposti dentro la testa e sentivo il bisogno di prendere una posizione, di capire davvero cosa volessi. La canzone è nata così: come un dialogo con una parte di me. Non è una canzone d’amore, anche se può sembrarlo. Dentro avevo un casino enorme, però ho cercato di renderla semplice e diretta, e tante persone ci si sono ritrovate. Questa cosa per me è stata importantissima, anche a livello umano. Anche Estranei parte da una sensazione molto vera: quella di conoscere le persone senza conoscerle mai davvero fino in fondo. È una cosa che si vive tantissimo nei piccoli paesi come quello dove vivo io. Magari condividi anni con qualcuno, però alla fine rimane sempre una distanza. Ci teniamo tutti qualcosa dentro, spesso per paura di fidarci troppo. Nel pezzo me la prendo anche con quegli ambienti dove la gente parla, giudica e finisce per ferire ragazzi che stanno solo cercando di capire chi sono. È una realtà che ho vissuto e visto fare male a molte persone. Però la canzone non parla solo di rabbia: parla anche del desiderio di trovare qualcuno con cui non sentirsi estranei. Con i social ho un rapporto conflittuale. Se non facessi musica probabilmente li userei poco, perché non mi interessa raccontare la mia vita online. Allo stesso tempo, però, sono uno strumento fondamentale per chi parte da zero e vuole farsi conoscere. Oggi il panorama musicale è pienissimo di artisti. Da una parte è una grande opportunità, dall'altra è facile trovare situazioni sbagliate o persone che cercano di approfittarsene. Però mi piace pensare che chi ha davvero qualcosa da dire, prima o poi, venga notato. Io stesso ascolto spesso artisti con pochi ascolti ma con un talento incredibile, e questo mi ricorda quanto ci sia ancora di bello e creativo nella musica. Per finire, non mi sento di dare insegnamenti, ma una cosa l'ho capita: quando stiamo male o sentiamo di perdere la direzione, bisogna parlarne. Tenersi tutto dentro non aiuta. Trovare qualcuno con cui essere sinceri può davvero cambiare il modo in cui affrontiamo la vita.

Alice Alagna: essere fedeli a se stessi

Alice Alagna, cantautrice innamorata dell’arte tutta.

Sono Meridiana, una cantautrice, busker e attrice siciliana. La musica è sempre stata la mia casa: ho iniziato nel coro delle voci bianche del Conservatorio di Palermo e poi ho continuato a studiare canto, pianoforte e produzione musicale con grande curiosità. Parallelamente mi sono innamorata del teatro e del cinema e oggi cerco di unire tutte queste passioni in un unico mondo artistico fatto di spiritualità e ricerca continua. A un certo punto ho sentito la necessità di sfogare nella musica tutto ciò che vivevo: era diventata una modalità fondamentale per sopravvivere emotivamente. Sono stata ad Amici di Maria De Filippi due volte ed è stata un'esperienza molto intensa. Mi ha dato la possibilità di confrontarmi con ritmi e pressioni enormi e di capire quanto desiderassi davvero fare questo lavoro. Quando entri in un contesto così esposto vieni osservata continuamente, artisticamente e umanamente, ed è impossibile uscirne uguale a prima. Mi ha resa più consapevole. La delusione di non entrare per la seconda volta si è trasformata in determinazione. Mi ha insegnato che restare fedeli a se stessi, anche quando tutto intorno ti spinge a diventare altro, è la scelta più sana. Credo di essere la stessa persona nella musica e nella vita. Cerco di affrontare tutto con l'entusiasmo e la curiosità di Amélie Poulain. Anche la mia musica è così. Se c'è un filo che unisce tutto ciò che faccio, è il mio essere profondamente ottimista. La parte più difficile dell'essere un'artista emergente oggi è restare autentica e concentrata sul proprio percorso. Artisticamente voglio fondere sempre di più musica, cinema e spiritualità. Umanamente, invece, sto imparando ad accettare la mia sensibilità.

Zani: dentro le storie degli altri.

Zani, cantautore che ha trasformato le emozioni degli altri in canzoni

Ciao, io sono Marco, ma nella musica e per gli amici sono Zani. Faccio musica da quando ero piccolo. Ho iniziato con la batteria, poi con il coro moderno e le lezioni di canto. Nel frattempo ho imparato a suonare il piano e ho iniziato a scrivere canzoni. All'inizio era un passatempo, ma col tempo è diventato una costante. Devo ammettere che mia madre ci aveva visto lungo ben prima di me. Quando mi chiedono se vorrei fare questo nella vita, la risposta è sì. Quello che mi aiuta a vivere questo percorso con serenità è sapere che porterei avanti la musica a prescindere da qualsiasi progetto. È diventata un'esigenza, perché mi ha aiutato a conoscermi, ad aprirmi e a scoprire il mio lato creativo. Per me la musica non deve dare un senso, ma raccontare. Il senso nelle cose esiste già nel momento in cui scegliamo di viverle. La sfida più bella è trovare le parole giuste per raccontarlo. Quattro anni fa ho partecipato a X Factor Italia. Esperienze come quella possono influenzarti molto, soprattutto quando stai ancora cercando la tua identità artistica. Sono occasioni importanti, ma è fondamentale distinguere l'esposizione televisiva da un vero percorso artistico. Da poco ho pubblicato l'album Dentro le storie degli altri, sprazzi di me. Volevo creare un disco che non raccontasse solo me, ma anche le persone e le storie in cui possiamo riconoscerci. Ci sono parti di me in ogni brano, ma anche lo spazio necessario perché chi ascolta possa entrarci dentro e trovare qualcosa di sé. Ritengo i social un ottimo strumento per farsi conoscere, purché vengano usati in modo autentico. Detto questo, il live resta il modo migliore per conoscere davvero un artista. La musica dal vivo ha un impatto che nessuno schermo può sostituire. In questi anni sono cresciuto molto. Ho imparato ad ascoltare di più me stesso e gli altri, sto ampliando la mia visione e lavorando a tanti progetti. Sono orgoglioso di chi sto diventando, sia umanamente che artisticamente. Ho ancora tanto da imparare, ma qualunque sia la direzione di questa strada, voglio continuare a viverla al meglio.
01.06.2026 Alessia Restucci, Lucrezia Spedicati