Per favore, vivi



Elettronica e cantautorato uniti nell’intimità del primo album di Francamente

Quante volte ci siamo trovati a chiederci chi fossimo davvero? Nella nostra vita passiamo attraverso innamoramenti, amicizie, rotture, crisi d’identità, fughe, ci sentiamo combattuti fra il desiderio di una libertà così grande da farci paura e la sicurezza che certe tradizioni e relazioni ci danno a costo di farci sentire stretti nella nostra pelle, privati di un’ambizione. È in questi momenti che il bisogno di reinventarsi e di trovare una nuova dimensione, un nuovo modo di vedere il mondo si fa più impellente e siamo costretti a prendere in mano la nostra vita a costo di sentirci disorientati nel processo. Tutto questo è Bitte Lebel, l’album di debutto di Francesca Siano, in arte Francamente, pubblicato il 17 Aprile di quest’anno e descritto dalla cantautrice torinese come un invito a sporcarsi con il mondo, a realizzare ciò che desideriamo non grazie a qualcuno o a qualcosa, ma nonostante. Membro del collettivo cantautoriale transfemminista Canta fino a dieci, si era fatta conoscere nell’edizione del 2024 di XFactor, nel quale raggiunge la semifinale dopo essere entrata con quello che Manuel Agnelli allora definì l’inedito più bello mai sentito ad XFactor, ossia Paracadute. Dopo l’esperienza televisiva aveva ripreso a fare musica a pieno ritmo e dopo il tour estivo arrivano i singoli che preparano l’uscita del disco. L’invito di Francamente al suo pubblico occupa l’apertura e la chiusura del disco.

Ma tu per favore vivi
FRANCAMENTE, Ma tu (intro), 2026
la frase pronunciata con tono quasi supplicante dall’artista a noi, alla destinatrice del disco, probabilmente anche a se stessa. Dopo di ciò comincia il viaggio. Francamente non si snatura dopo l’esperienza del talent e continua con la poetica che l’aveva contraddistinta fin dai primi brani, le descrizioni di luoghi di vita quotidiana affiancati a dinamiche e racconti surreali che danno una profondità e un significato nuovo alla realtà che viviamo tutti i giorni. In questo album si parla di amore, di città, di famiglia, si toccano tutti i punti dell’identità di una persona, raccontandoli con un’intimità che non può non colpire. L’amore viene descritto dalla sua nascita alla sua morte, dall’innamoramento passionale, all’ossessione per l’altra persona, il desiderio di annullarsi per difenderla dal mondo intero, le avventure le fughe vissute insieme, il senso di familiarità che comincia ad appartenere solo una persona, a un corpo, più che a qualunque altro luogo della nostra vita.
Perché sei stanca di pensare
che c’è un modo sbagliato di amare
fammi fammi fammi cattedrale
lo giuro non lascerò ci facciano del male
Francamente, Cattedrale, 2026
Poi però arriva l’allontanamento, la rottura, difficile da realizzare ma ancor più da accettare. Sogni infranti, piani per il futuro pensati insieme di cui non si sa cosa farsene, attraversiamo tutte le fasi della separazione, prima sperando che l’altra persona ci voglia ancora portare via con se, poi rinnegando quello che ha rappresentato per noi e quanto ancora sentiamo di aver bisogno di lei, fino a domandarci perché non siamo stati in grado di continuare a volerci bene, anche da distanti. Questa storia si evolve attraverso Nuda di bossa, La casa dei miei nonni e ancora di più in Non mi importa più, che rappresenta tutto il contrasto fra ciò che proviamo veramente e ciò di cui vogliamo convincerci.
Non mi importa più se mi parli
Torino sporca, la faccia stanca
Non era male qualche anno fa
raccontami ancora come si vola, come si nuota
non sarà facile via di qua.
Francamente, Non mi importa più, 2026
Queste storie così universali Francamente riesce a raccontarle in maniera autentica e originale sfruttando metafore assurde e allegorie, accompagnandoci attraverso i luoghi che hanno segnato la sua vita. Siano ha passato molto tempo a /Berlino, dove tra l’altro ha vissuto stabilmente fra il 2022 e il 2024, e ha scelto di portare questa sua esperienza al centro della sua identità artistica. Ciò si esprime tra sonorità elettroniche e racconti della vita nella metropoli e della sua doppia natura, di luogo dalla natura stimolante e vibrante, ma che al contempo rischia di alienare le persone, mettendole in mezzo a dinamiche così grandi da sembrare disumane. Telephone Tango è questo: un ballo vorticoso di un’anima che sta cercando di trovare il suo posto in un mondo che cambia, che ci offre costantemente stimoli nuovi, ma che ci chiede di trovare per noi una dimensione stabile, quando è il primo a rifiutarsi di stare fermo.
Mi sono solo trasformata
ruotando su me stessa come la torre di Alexanderplatz
pensandomi come rivoluzione
nel nuovo mondo dell’89.
Francamente, Telephone Tango, 2026
Ma da Berlino ci spostiamo anche a Palermo, con Zagara, che rappresenta invece quella parte di noi ancora legata alle nostre origini, alle tradizioni, ai costumi di cui vorremmo assolutamente liberarci senza mai esserne davvero in grado. Questa commistione di cantautorato ed elettronica, di dolci confessioni e proclamazioni fuori dal normale, di intimità e divertimento, di speranza e sofferenza, è ciò che rende questo album così umano nella sua sfaccettatura, che senza provare a stravolgere generi o schemi riesce a tirare fuori una sincerità e una ricerca musicale e testuale difficili da ignorare, e che rappresentano un bellissimo avvio per la carriera post-talent Francamente .

21.05.2026 Andrea Vomiero