Mentre le deluxe bruciano


Un mese di ritorni con DJ Shocca e Fabri Fibra

Maggio e giugno sono stati due mesi intensi per la musica. Le nuove uscite si sono avvicendate una dopo l’altra, le sorprese per gli album annunciati ci hanno lasciato a bocca aperta e ci siamo trovati quasi in difficoltà a recuperare tutto l’oro che è stato rilasciato in questi giorni, tanto da sentirci bipolari passando da un mondo musicale a un altro. Tra le tante uscite che ho scelto di recuperare con calma, senza lasciarle consumare in un tripudio di stimoli, l’annuncio di due deluxe in particolare ha richiesto la precedenza su tutto il resto. Dopo aver amato 60Hz II e il live a cui abbiamo assistito al Largo Venue, il 26 giugno Dj Shocca rilascia cinque nuove tracce contenute nella sua deluxe chiamata Legacy. Il primo brano è quello che abbiamo amato fin dal primo giorno, di cui siamo stati involontari protagonisti del videoclip girato proprio nella data romana del tour: Salute. Il singolo vede protagonisti Ensi, Johnny Marsiglia e il nostro amato Madbunny, che entra nella strofa con una barra incredibile.

Seh, salve a tutti sono Gorgone Marco
Dal '96 schifo le guardie e amo l'hardcore
Verranno a chiederti di me un giorno o l'altro
Ma finché spacco con il rap, per me è un giorno come un altro
Dj Shocca, Ensi, Johnny Marsiglia, Madbunny, Salute, 2026
Milano Top Boy rappresenta invece un incontro tra la vecchia e la nuova scuola milanese che può giocare con i propri flow a proprio gusto sulla base perfetta e scolastica di Dj Shocca. Un grazie tra due generazioni che giocano a citarsi perchè se la scena di Milano esiste, l’eredità che hanno lasciato i Club Dogo è innegabile:
Se rappo come rappo è anche grazie a mio zio Jake
Dj Shocca, Jake La Furia, Flaco G & Papa V, Milano Top Boy, 2026
Una delle cose più interessanti della Deluxe, così come l’album intero, è vedere la nuova scena che si approccia alle rigide regole dell’old school con risultati soddisfacenti e freschi. Anche Promessa, che non rientra minimamente in questo panorama di rap, riesce ad adattarsi cercando di chiudere tutte le rime in Stupidi II. Avevamo visto il giovane rapper misurarsi proprio con Emis Killa nel suo ultimo album, con il feautiring di Ele A, in Egoista confermando nuovamente una collaborazione che funziona. Ma se questi pezzi accolgono la nuova scena in un mondo già conosciuto, è la traccia che vede la collaborazione di SKT, Tormento e Alborosie a sorprendere. Where we come from esce infatti dai ranghi dell’Hip Hop per entrare nel raggae con il flow jazzista del nostro rapper italo-calabrese preferito. SKT che si era fermato collaborando insieme a Gaia nello sperato tormentone estivo TROPICALIA torna al rap. Il suo ritorno coincide con la polemica innescata a causa del commento che ha rilasciato durante l’intervista al podcast Buona Onda su Radio Raheem Milano
Con tutta sincerità, per quanto è conosciuto nel mondo
underground Hip Hop, nel mondo mainstream il suo nome non girava. [...] Dopo che ho fatto il pezzo con Gaia, il nome di Joe
Cassano è diventato virale. Queste cose amplificano la cultura.
Dichiarazione di SKT rilasciata nell’intervista del 22 maggio 2026 a Buona Onda
La risposta di Inoki è arrivata proprio in questi giorni, invitando il rapper emergente a non paragonarsi a un rapper di quel livello. La sua affermazione deriva dall’ingenuinità di voler dimostrare che ha fatto i compiti: conosce la cultura hip hop italiana e vuole riportarla in auge attraverso il suo pezzo boom bap che ricorda quelle sonorità. Al di là di questi malintesi, nel pezzo contenuto in 60 Hz II Legacy la maturità a cui è arrivato SKT nell’uso del suo italian-english è innegabile. Le sue culture, sia quelle di provenienza che quelle di suo interesse, contribuiscono a creare un mix letale per la riuscita del brano. L’intervento di Tormento non fa altro che elevare il pezzo portando tutto l’orgoglio di calabrese di cui è capace. Il ritorno di The Industry don’t uderstand rimette in scena la battaglia tra vecchio e nuovo trovando un punto in comune: l’industria non capisce. Danno distrugge qualsiasi rookie, perchè il suo stile è quello muy grezzo, ma le nuove leve sono sempre pronte alla riconoscenza. La cosa che li accumana è un amore disperato per l’hip hop, una riverenza che non può essere capita da qualsiasi legge di mercato. Così come rappa riconoscente Toni Zeno.
L'industria non può capire cosa siamo e cosa provo
Dj Shocca, Danno, Armani Doc, Toni Zeno, The Industry Don’t Understand II, 2026
La Deluxe di Dj Shocca riconferma il sentimento dell’album che abbiamo amato l’anno scorso, aggiungendo artisti e nuovi riferimenti, non tradendosi mai e puntando sempre all’innovazione. Il 19 giugno 2026 esce anche la deluxe di Mentre Los Angeles Brucia con 4 nuovi pezzi che vedono la collaborazione di Frah Quintale e i Pinguini Tattici Nucleari. Le sue aggiunte, estremamente eterogenee, sono spie dell’equilibrio che Fibra sta cercando:
In un gioco rischioso, fatto di alti e bassi
Mettersi in discussione,ogni occasione qui è la prassi
Resto sveglio, in giro per le foto me la prendo
Ma se non mi riconoscono, lo ammetto, mi offendo
Fabri Fibra, Frah Quintale, Non dormo più, 2026
Questo è uno dei motivi per cui Fibra — simbolo e padre del rap italiano — rimane uno dei più ascoltati anche adesso. Nonostante lui sia un rapper esperto, rimane in continua evoluzione, interrogandosi sul giusto passo da compiere come artista. Anche se potrebbe definirsi tranquillamente il miglior rapper italiano, la sua fame è tutt’ora percepibile. Rimane piccato con i suoi commenti sull’attualità regalandoci barre su cui continuare a riflettere in eterno. Il suo talento è lo specchio di mille possibilità che fanno accrescere la responsabilità: Fabri Fibra può fare di tutto e cercherà di fare sempre la scelta più giusta. Anche se ogni scelta è sofferta, anche se a ogni riascolto le varie opzioni si moltiplicano.
Musica di ogni sorta, chissà dove ci porta
Riascolta Mentre Los Angeles Brucia
Ci sono cento flow, cento modi
Ne scelgo uno,
esplodi, Chernobyl, Colosso di Rodi
Testi nuovi, investi su di me, lo sai, non tе ne penti
Fabri Fibra, La mia musica, 2026
La mia musica sembra rappresentare la grande fucina di un’artista, continuando la sua personale riflessione sulla sua arte. Senza superbia, ammette di essere il Dante Alighieri nel girone dei flow dannati. Dalla sua posizione può permettersi di rivolgersi direttamente a chi lo critica. Con un pezzo che per attitude ricorda Niente di personale, pezzo storico all’interno del famoso dissing tra Fibra e Vacca, la traccia FICT chiude la deluxe di Mentre Los Angeles Brucia con il botto. Fabri Fibra è un rapper e non un personaggio, ogni domanda sulla sua vita privata — così come le domande su Nesli, il fratello di Fibra — sono immotivate e morbose. In un tempo in cui più informazioni si danno della propria vita privata, più gli album e le canzoni vengono spinte in alto nelle classifiche, Fibra riafferma il suo voler mettere la sua arte a centro: quella dovrebbe essere motivo di dubbi e discussioni, non la sua vita privata. Ma FICT rappresenta anche la perdita del controllo. Il rap è diventato commerciabile proprio con Fibra e per i rapper della sua generazione è inconcepibile il riscontro odierno. Tutti possono parlare di musica: dal quotidiano, a quattro coglioni sul divano, a noi di Fuori Tempo. Questo per un’artista fa paura perchè non è detto che chi parla della sua musica abbia tutti gli strumenti per farlo nel modo più appropriato. Il paragone facile serve spesso solo a dimostrare che si ha qualcosa da dire, che, anche qui, si è fatto i compiti. Come per The Industry don’t understand II, credo che noi opinionisti dovremmo essere una categoria a parte fatta per il pubblico e per i fan e in nessun modo possiamo intervenire sul processo artistico. Abbiamo imparato che gli algoritmi, le tendenze, i pezzi virali, sono affidati a dei parametri che non possiamo controllare, per cui ogni giudizio è inutile. Noi ci faremo i cazzi nostri, ma prenderemo tutto ciò che possiamo dalle tracce musicali che gli artisti ci donano. Lì è il nostro il mondo, il momento in cui il pubblico può scrivere parte della propria storia e della propria lettura nei silenzi tra le barre ed è quello che continueremo a fare per tutte le canzoni che amiamo. Per tutto il resto, ci faremo i cazzi nostri.

30.06.2026 Chiara Calcara