Harry Styles in concerto a Roma

Il fenomeno della ticket war

Le strade di Roma saranno presto ricoperte dalle colorate piume dei boa: Harry Styles ha finalmente annunciato due date italiane. Il 7 e l’8 agosto 2027 si esibirà al Circo Massimo, omaggiando la città che negli ultimi anni è diventata, a tutti gli effetti, casa sua. Dall’ultima data italiana, il 22 luglio 2023, sono ormai passati tre anni, durante i quali è stato pubblicato l’album *Kiss All The Time. Disco, Occasionally. e noi fan non stavamo più nella pelle. La scorsa estate, chi come me non ha neanche provato ad andare a vederlo fuori casa ha potuto bramare questo tour nutrendosi dei video pubblicati su TikTok da altri. Performance incredibili e il suo solito carisma, quello che lo rende amabile come nessun altro. Negli ultimi giorni Roma si è trasformata, quasi come per prepararsi all’imminente evento. È stata installata una cabina fotografica dedicata a lui nella stazione di Roma Termini, la gelateria La Romana ha offerto il suo gelato per tutta la giornata di domenica 13 settembre e la Discoteca Laziale ha distribuito poster con l’acquisto del suo ultimo album. Insomma, la città è pronta ad accogliere i suoi fan, più che lui, che ormai gioca in casa. L’annuncio era partito con i cartelli comparsi da Piazza Mazzini fino a Piazza della Repubblica. Harry Styles a Roma non è solo un concerto, ma una manifestazione che stavamo aspettando con ansia. È la concretizzazione di tutto l’amore che abbiamo visto rivolgergli nei confronti di questa città. A differenza dei concerti in cui un artista sceglie un luogo e lì parla con il pubblico cercando di addentrarsi nella sua vita, chiedendo quale posto scegliere per una cena o quali musei visitare, qui Harry si miscela perfettamente alla quotidianità romana e organizza un mega一raduno con tutti i suoi concittadini. Nonostante l’immensa gioia nel vederlo esibirsi proprio nella capitale, però, non sono mancate critiche nei confronti della scelta della venue e dei prezzi di ogni settore. Il Circo Massimo ha un valore storico e culturale indecifrabile, ma non è tra le opzioni più comode, specie per un concerto ad agosto. Infatti, se i biglietti per i posti più vicini al palco sono volati in una frazione di secondo, quelli per il posto unico sono ancora disponibili su tutti i siti. Questo perché il desiderio di assistere al suo concerto non va a braccetto con la potenziale fatica sovrumana che sarà l’affrontare quelle giornate. Chi è stato a Campovolo nel 2023 ricorderà il pianoforte, James Corden e mamma Anne tra la folla, il cielo particolarmente luminoso, ‘Per favore, niente cappuccino dopo le undici’, ma ricorderà benissimo anche la fatica, il calore, la pioggia improvvisa e il peso di una giornata passata tra la calca. Quindi che fare? Non lo so, io ho vinto la ticket war percorrendo la strada più semplice, ovvero arrendendomi al posto unico, consapevole che alla fine di tutto porterò dentro un’esperienza ricca, anche se dal fondo del prato.

25.09.2026 Alessia Restucci

L’approdo del Together Together tour in Italia con la doppia data romana ha però rappresentato per molti motivo di esclusione, lasciando così l’amaro in bocca a centinaia di fans. I motivi di esclusione, così come li ho chiamati poco fa, sono stati indubbiamente molteplici: partendo dal prezzo esorbitante dei biglietti 一 rendendo di fatto l’evento inaccessibile a un’ampia fetta della popolazione 一 fino ad arrivare alla strana suddivisione dei settori e alla famosa ticket war persa da moltissimi, persino dalle più famose influencer che da anni raccontano Harry Styles e gli One Direction sui social e che solitamente ritroviamo in prima fila in tutti i concerti.

Voglio analizzare con voi questo fenomeno, sempre più incalzante negli ultimi anni, da un punto di vista etico e morale. Tempo fa sul mio profilo TikTok 一 @fotografia.repressa 一 pubblicavo un video in cui parlavo proprio del caro prezzi dei concerti perché, in concomitanza con la fine dell’anno, il mio feed era pieno di recap dei live a cui la gente aveva partecipato nel 2025. Mi aveva molto fatto riflettere il fatto che io, pur studiando la materia e lavorando nell’ambito, fossi riuscita a permettermi un solo concerto nel corso dell’annata. Mi sono chiesta il perché, e la risposta è facilmente intuibile: i concerti sono diventati una questione elitaria, ad oggi una persona di ceto medio con uno stipendio considerato nella norma non può permettersi di andare ad ascoltare live gli artisti ed è spesso costretta a scegliere 一 ammesso che abbia i mezzi per poter partecipare anche solo ad uno di quei concerti. In questo modo la dimensione della musica dal vivo diventa di fatto accessibile a pochi privilegiati. Esistono diversi studi in merito a ciò che vi ho appena citato che dimostrano come prima si partecipasse ai concerti per godersi la musica o per il piacere di scoprire un artista che ancora non si conosceva a fondo, oggi invece si è obbligati a scegliere chi vale la pena ascoltare dal vivo con le poche risorse che si hanno a disposizione. Fenomeni del genere finiscono per dare vita a una competitività estenuante che nel fandom di Harry è ben nota, spostando l’attenzione dal cantante e dalla sua musica alla performatività dell’ascoltatore, che sente addosso la pressione di dover conoscere alla perfezione tutti i brani per potersi meritare l’accesso al concerto ed evitare di venire giudicato e attaccato dagli altri supporters. Nell’ambito della ticket war questo è un fattore che ha particolare incidenza: i presunti veri fan si scagliano contro chi viene considerato non abbastanza degno di partecipare all’evento accusandolo di aver rubato un posto a chi invece lo meritava di più. Conveniamo tutti che sia un’assurdità, vero? Ma al di là dello schieramento verso una fazione piuttosto che l’altra è importante comprendere che tutto ciò nasce dalla crescente inaccessibilità a eventi culturali che prima era invece pressoché garantita. Il fenomeno della FOMO 一 dall’inglese fear of missing out, paura di perdersi qualcosa e non poterlo recuperare 一 che ha preso piede negli ultimi anni non aiuta, se ci pensiamo è anch’esso performatività. Ci siamo lasciati convincere che dobbiamo essere sempre sul pezzo, che dobbiamo correre per non lasciare indietro nulla, che dobbiamo essere sempre un passo avanti agli altri, che dobbiamo fare più esperienza, avere un bagaglio più fornito, ma sarebbe utile riflettere sui meccanismi capitalistici che ci spingono a essere sempre di più, fare sempre di più, meccanismi che arricchiscono il loro sistema ma che ci fanno anche perdere contatto con la realtà e che distruggono la nostra salute mentale.

Tornando alla questione prezzi, la mia non vuole essere un’analisi strettamente legata al settore musicale, ma voglio proporvi, per l’appunto, una visione etica a tutto campo. Parto con il raccontarvi l’importanza della cultura nell’Italia di qualche anno fa, così da farvi capire come l’accessibilità a essa fosse fondamentale nel nostro paese. Nel dopoguerra, con la sempre maggiore presenza degli apparecchi radiofonici nelle case italiane 一 diffusione che li qualifica come veri e propri mezzi di comunicazione di massa 一 l’obiettivo primario della Rai era quello di diffondere la cultura quanto più possibile, così da evitare l’esclusione delle classi popolari, tanto che il terzo programma diventò uno spazio per letterati e attori. Prima ancora questa apertura nei confronti della classi basse era avvenuta nei teatri dove, mentre i palchi restavano il posto della classe borghese e nobile, la platea era stata messa a disposizione della classe popolare, che poteva accedere agli spettacoli pagando un prezzo minore. Cosa implica l’aumento dei prezzi dei biglietti degli spettacoli musicali 一 come nel caso di Harry Styles 一 o più in generale degli spettacoli tutti? Il nascere di una vera e propria diseguaglianza nella fruizione delle esperienze culturali. Attingo alla mia laurea in filosofia per spiegarvi come in ambito filosofico-politico si parli di diritto a prendere parte alla vita culturale, diritto sancito nel patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966. Oggi abbiamo, di fatto, la possibilità di prender parte alla vita culturale seguendo i nostri desideri? La risposta è no. Per argomentare prendo uno degli esempi più lampanti riguardo alla necessità degli organismi culturali di pubblicizzarsi a causa della riduzione del pubblico: l’invito agli influencer da parte del Teatro alla Scala di Milano in occasione della messa in scena del Don Chisciotte nel luglio 2026. Premessa importante: non parleremo degli influencer invitati ai concerti 一 anche quello di Harry 一 dai brand, che è una questione di marketing interno delle singole aziende e di cui non so abbastanza. L’operazione messa in atto dal Teatro alla Scala nasce quasi certamente dalla costante diminuzione di pubblico a cui stanno assistendo i teatri negli ultimi anni. Personalmente non credo questo sia dovuto soltanto al disinteresse dei giovani nei confronti del balletto o del teatro, ma sostengo fortemente che il fenomeno sia causato anche dai prezzi che i biglietti hanno. È importante specificare che, nel caso dei teatri, i prezzi in relazione all’offerta proposta e alle macchine lavorative dietro le quinte non sono alti, ma lo diventano in relazione alla staticità degli stipendi italiani che non crescono e non vengono implementati da almeno 10 anni. Per tale ragione, come si può pensare che il costante aumento dei prezzi degli ingressi ai concerti sia sostenibile? Certamente la musica 一 in particolare pop ma anche rap/trap 一 scaturisce più interesse nei giovani rispetto all’Opera, ma spesso e volentieri i palazzetti restano semivuoti anche per artisti del calibro di Louis Tomlinson o Niall Horan, per citare due degli ex colleghi di Styles, che si sono esibiti/si esibiranno in Italia, ma che non hanno ottenuto il sold out come nei tour precedenti. Lo stesso Harry per entrambe le date romane non sta vendendo gran parte dei posti unici, il quale prezzo è totalmente sproporzionato rispetto ai km di prato dove chi non avrà la possibilità di arrivare con largo anticipo 一 pur avendo pagato la stessa somma 一 probabilmente vedrà meno e sentirà peggio di chi andrà a vedere abusivamente il concerto da fuori sulla collinetta.

È impossibile al giorno d’oggi e nella situazione finanziaria in cui ci troviamo non ragionare su queste tematiche. Il concerto di Harry sarà sicuramente indimenticabile e pregno di significato per tutti i fan italiani, ma questo non deve farci dimenticare quanto sia importante portare alla luce le problematiche che ci sono alle spalle nella speranza che non vengano più ignorate e si possano fare dei miglioramenti.

20.09.2026 Lucrezia Spedicati