The Rising

Bruce Springsteen e le ceneri dell'11 settembre

The Rising è un album di riscatto sociale dopo il tragico avvenimento dell’11 settembre 2001. Un evento fortemente mediale, con una grande quantità di fotografie e di devasto. Un devasto che viene raccontato da Bruce Springsteen e che cerca di risollevare dalle ceneri la popolazione americana. Pubblicato il 30 luglio del 2002, è il dodicesimo album dell’artista ma anche il primo pubblicato insieme alla E-street band dopo ben diciotto anni. Per la sua creazione, il cantante decide di affidarsi a Brendan O’ Brien, produttore noto per aver lavorato con i più grandi nomi della storia del rock e che ha portato alla band sound nuovi e moderni. L’album ebbe un successo straordinario non solo a livello musicale, ma soprattutto da un punto di vista sociale, conquistando la vetta delle classifiche e sancendo il grande ritorno di Springsteen. Lo scopo non era raccontare del terrorismo bensì tutto ciò che lo circonda. Un osservatore che analizza in modo oggettivo la città, come un flâneur che invece di guardare la modernità, guarda una città ormai silenziosa, ferita. Scrive tutto ciò che lo circonda, in modo istintivo come se fosse il suo compito ristabilire la pace alla popolazione statunitense, una caratteristica che ritroveremo in più album come Wrecking Ball scritto in seguito alla crisi del 2008. L’ispirazione nasce anche dopo un episodio concreto: pochi giorni dopo l’attentato, un passante incrocia il cantante urlandogli: Bruce abbiamo bisogno di te!. Da quel momento Springsteen capì che doveva farsi portavoce degli americani, tanto da volere che quest’ album arrivi a più persone possibili, ma il motivo non è economico ma come la definisce lui è una questione personale. L’album ha pochi riferimenti all’11 settembre, forse perché il trauma era ancora forte da non poterlo raccontare direttamente, ricrea quindi dei temi circostanti che non abbiano un riferimento esplicito alla tragedia ma che la richiamano in qualche maniera. Lo possiamo notare con il brano Lonesome Day, un brano che è apparentemente allegro dalla melodia quando in realtà è il tentativo di rielaborare la perdita di una persona amata e tutto ciò che sente è solitudine. Riferimento più esplicito invece è Into the Fire che, già dal titolo, evoca il tema della canzone: adotta il punto di vista di chi ha perso una persona cara, un pompiere morto per soccorrere le vittime della tragedia. Già dai primi versi si nota che richiama il campo semantico di quel giorno: il sangue, la polvere, il fuoco, le scale. È una preghiera per colui che è considerato un eroe e che è morto per amore per il suo lavoro:

May your love give us love
May your strength give us strength
May your faith give us faith
Bruce Springsteen, Into the Fire, 2002

Chi è sfuggito alla tragedia è il protagonista di Nothing Man l’uomo del nulla: una persona che sopravvive all’attentato ma si ritrova schiacciata dal senso di colpa e dallo stress post-traumatico. Mentre il mondo attorno va avanti come se niente fosse, lui resta ancorato al ricordo, lasciandoci nel dubbio se il suo coraggio sia la forza di resistere o un’intenzione estrema. Non c’è spazio per le favole tragiche a lieto fine: di fronte a una brutta notizia e alla perdita della persona amata, l’unica cosa che resta è sperare in un miracolo che ridia la forza di vivere. Ma la sofferenza presto si trasforma in rabbia pura ed esplode dal letto di un ospedale, dove chi è sopravvissuto chiede giustizia e vendetta per chi ha accanto e non ce l’ha fatta. Musicalmente, l’album esplora sonorità inedite per la E Street Band. Si passa da influenze orientali e pakistane per raccontare la separazione di due mondi distanti, fino all’invito opposto a celebrare l’unione e ad abbattere ogni muro. La rabbia torna a farsi sentire nel saluto con la speranza di rivedersi in futuro, per poi scivolare in un gradito ritorno al vecchio sound di sempre, quasi come un incontro tra vecchi amici. L’essenza più dolorosa della tragedia si ritrova quando si parla della perdita pura e semplice: la tazzina da caffè sul balcone, la giacca sulla sedia, la TV accesa. È la fotografia di una casa in cui tutto è rimasto immutato, tranne l’unica cosa che conta davvero: la presenza di chi non c’è più. La title track dà poi uno scopo all’intero disco, riprendendo il racconto dal punto di vista di un vigile del fuoco che sale su per le torri: al buio, cieco tra la polvere e guidato solo dalle proprie sensazioni, la sua storia trasforma un cimitero in un inno collettivo per risollevare gli animi. I momenti più toccanti arrivano quando il punto di vista si sposta direttamente sulle vittime e sui carnefici. Springsteen sceglie di mettersi nei panni di un terrorista pochi minuti prima dell’attacco, per poi passare al dolore reale di una moglie che sogna di accarezzare il marito perduto, fino a un’immagine finale di ricongiungimento nell’aldilà, dove l’unico modo per ritrovare la pace è lasciarsi andare. L’essenza della tragedia ritorna in You’re Missing che, come ci suggerisce il titolo, parla della perdita di una persona amata. La tazzina da caffè sul balcone, la giacca sulla sedia, la foto sul comodino, la TV accesa, elenca tutto ciò che è rimasto immutato nella casa, l’unica cosa che manca è la sua presenza: tutto rimane uguale ma tutto cambia con la sua scomparsa. The Rising, è la canzone che dà il nome e uno scopo all’album. Riprende il tema trattato in Into the Fire, raccontando la storia di un vigile del fuoco che si arrampica su una delle torri e descrive ciò che vede davanti a sé: non vede niente se non oscurità e polvere, continua a camminare alla cieca, fidandosi delle sue sensazioni. Da un cimitero, passa a creare un coro per sostenere un inno collettivo che possa risollevare gli animi. Paradise è la canzone più toccante ed emozionante. Rappresenta il momento di transizione tra la vita e la morte. Il lavoro si chiude con una canzone nata in origine per Asbury Park ma riadattata per l’11 settembre: un invito sorretto da un coro gospel a ritrovare la forza per rialzarsi e ricominciare. Nonostante alcuni brani fossero stati scritti in precedenza, l’album si attesta tra i più cupi della sua discografia. In un momento in cui il mondo esprimeva cordoglio ma la musica faticava a trovare le parole giuste, il Boss si è assunto la responsabilità di diventare la voce del suo popolo nel momento del bisogno, regalando un processo catartico che ha fatto la storia del rock.

17.09.2026 Serena Di Girolamo