Un’antologia in preparazione al nuovo album Dopamine Chamber
Il fenomeno irlandese dei Fontaines D.C. sta diventando sempre più popolare, ma come si può comprendere al meglio la loro produzione? Dopo l’anticipazione dell’inedito in live a Cadice, in Spagna, il 18 agosto 2026 la band irlandese pubblica il primo singolo estratto dal prossimo album, in uscita il 16 ottobre per XL Recordings: Marianne. Il brano risulta cupo, freddo, sintetico, in linea con il carattere rasente al disturbante. I Fontaines D.C. hanno mantenuto un sound new wave, come figli dei The Smiths e The Cure, abbandonando l’atmosfera post-punk risalente alle loro radici. Per questo motivo, Marianne costituisce un punto di svolta che prende una direzione decisamente più synth, sulla scia dell’estetica decadente dei Depeche Mode: bassi martellanti e ossessivi, sintetizzatori altrettanto opprimenti, voci fuori dalla dimensione spazio-temporale, quasi frutto di un’immaginazione allucinata, e archi tormentosi che chiudono il brano. Ad ogni modo, questo sound è stato raggiunto con coerenza dopo un percorso creativo che ha toccato le quattro tappe dei loro quattro album. Per conoscere meglio i Fontaines D.C., è quindi necessario ripercorrere i brani più significativi e caratterizzanti di ogni fase. Si parte da Dogrel, album di debutto del gruppo pubblicato nel 2019 per Partisan Records, il più grezzo e in pieno stile post-punk irlandese, in cui l’Isola Smeralda è infatti il motivo centrale. In Sha Sha Sha emerge un omaggio ai Clash, band simbolo dell’impegno civile punk di cui gli stessi Fontaines D.C. sono fieri portatori. Roy’s Tune, invece, è una malinconica ballata elettrica all’Irlanda, narrata come una storia dei bassifondi senza speranza, in pieno universo joyciano, in cui il protagonista nutre un sentimento dolceamaro per la sua terra che lo tiene imprigionato. In Boys in the Better Land, con una diretta citazione al celebre autore irlandese
With a face like sin and a heart
like a James Joyce novel
il gruppo denuncia e critica la società con un testo ironico e una musica che si presta perfettamente a un pogo acceso sotto il palco. A meno di 18 mesi dalla pubblicazione di Dogrel, il gruppo rilascia il secondo disco, A Hero’s Death, nel 2020, sempre per Partisan Records, introducendo una nuova dimensione onirica e psichedelica che mantiene ugualmente un’impronta garage. Questo album è il ponte fra la matrice punk del disco di esordio e le future produzioni più sperimentali. I Don’t Belong, dal riff ripetitivo e coinvolgente, è una presa di coscienza della propria condizione di indipendenza, messa a rischio da un sistema alienante. Televised Mind, invece, forse ai primi ascolti può risultare frastornante, come un tripudio di distorsioni confuse e una melodia ossessiva, ripetitiva. Ecco chi sono i Fontaines D.C.: questo brano manifesta la loro indole sperimentatrice, espressa da una creatività in grado di essere compresa dopo diversi ascolti. Il terzo album, Skinty Fia, pubblicato nel 2022 per Partisan Records, prende vita fra Dublino e le sessioni notturne londinesi, consacrando il gruppo al primo posto delle classifiche britanniche e irlandesi, riuscendo anche ad approdare nelle radio italiane. Da una irlandesità decisamente marcata, lo stesso titolo della raccolta, Skinty Fia, rimanda ad una vecchia imprecazione in gaelico usata spesso dalla prozia del batterista, ossia sia dannato il cervo, stesso soggetto ripreso nella copertina del disco. La traccia che apre l’album, In ár gCroíthe go deo, tradotto dall’irlandese nei nostri cuori per sempre, viene registrata dopo che la band legge un articolo in cui la famiglia di una donna irlandese deceduta in Inghilterra desidera scolpire sulla sua tomba la frase in gaelico, suscitando così una reazione negativa da parte della Chiesa inglese, che giudica la scelta inopportuna perché può essere interpretata politica e provocativa. La canzone vuole anche mostrare la preoccupazione da parte degli irlandesi, che ancora oggi vengono associati ad atti di terrorismo e dunque non degni di fiducia da parte degli inglesi, come afferma lo stesso frontman Grian Chatten. Jackie Down The Line è uno fra i brani più conosciuti dei Fontaines D.C. e, dalle chitarre alla Johnny Marr, è stato scritto da Chatten dal punto di vista di Jackie, una persona narcisista e manipolatrice; viene così a crearsi un’atmosfera opprimente di sconforto. I Love You, altra canzone iconica del gruppo, viene erroneamente dedicata alla persona che si ama, ma è un’ulteriore dedica alla dolceamara Irlanda. Chatten ammette di provare un sentimento ambivalente, in quanto cresciuto e culturalmente legato alla terra gaelica, ma costretto a vivere nel Paese che ci guarda dall’alto verso il basso, sopportando anche un senso di colpa per l’abbandono del suo Paese. Nel 2024 arriva Romance, pubblicato per XL Recordings, in cui il post-punk viene gradualmente abbandonato per dare spazio alla sperimentazione elettronica. La fuga nel romanticismo, il conflitto fra realtà e fantasia e la crisi d’identità sono i temi chiave del disco. Starbuster è una canzone che riesce a condensare l’ansia di una generazione sensibile e ha la sua genesi dopo un attacco di panico che ha lasciato Grian Chatten paralizzato in una stazione di Londra: it may feel bad è l’amara sensazione percepita poco prima dell’episodio e i respiri affannati concretizzano l’esperienza in musica. Un altro verso significativo, ripetuto diverse volte come ritornello, è I’m gon’ hit your business if it’s momentary blissness, diretta provocazione ad una società sempre più veloce, come se fosse usa e getta. In In the Modern World, invece, l’uomo nel mondo moderno rimane alienato dal caos che lo circonda, ma desidera fortemente delle connessioni emotive autentiche. Favourite, con delle chitarre molto vicine ad una Just Like Heaven, evidenzia i temi della nostalgia e del ricordo per una persona a cui si vuole bene e che si conosce da lungo tempo, oscillando tra euforia e malinconia e celebrando un legame che ha lasciato un ricordo indelebile. Il brano è una celebrazione dei ricordi del passato, come quelli infantili, pieni di entusiasmo che mantengono la loro forza davanti al passare del tempo, producendo l’alternarsi di gioia e di profonda tristezza per la miseria del presente. È proprio attraverso queste quattro fasi che si può arrivare a comprendere il percorso che conduce i Fontaines D.C. verso il nuovo album. Dalle radici post-punk di Dogrel alla dimensione onirica di A Hero’s Death, passando per l’identità irlandese di Skinty Fia e arrivando alla sperimentazione elettronica di Romance, la band ha costruito progressivamente il proprio linguaggio, fino ad arrivare a Marianne e alla nuova dimensione sonora che anticipa Dopamine Chamber. Due sono quindi le date da ricordare per i Fontaines D.C.: 16 ottobre 2026, giorno dell’uscita dell’album Dopamine Chamber, e 26 ottobre 2026, quando la band sarà live a Bologna.
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