Il X Agosto, da Pascoli a Rancore
Le stelle cadenti del X agosto non sono solamente uno spettacolo maestoso, ma anche il simbolo del dolore e di un cielo malinconico. Probabilmente è così che il celebre Giovanni Pascoli interpreta il pianto di San Lorenzo. A distanza di più di un secolo, il testo del poeta viene ripreso dal rapper Rancore all’interno del suo X agosto 2048 con l’intento di raccontare una tragedia simile a quella pascoliana, seppur proiettata nel futuro.
Giovanni Pascoli è uno dei poeti simbolo della letteratura nostrana ed è considerato il miglior rappresentante del decadentismo italiano. Quarto di dieci figli, vive una vita tranquilla fino al giorno della morte del padre Ruggero; un assassinio inspiegabile e il primo di vari lutti che colpisce la sua famiglia.
Questo struggente evento viene ricordato in varie poesie; le due più celebri sono La cavalla storna e X agosto, testo che ho sviscerato dopo l’ascolto del brano di Rancore. L’intera poesia è basata su un parallelismo tra la morte di una rondine e quella del padre del poeta, qui martiri e simboli dell’ingiustizia del mondo. Il tema della famiglia torna in questo testo rappresentato dai termini tetto e nido; in particolare, il nido familiare diventa il mezzo perfetto per Pascoli per narrare una realtà malvagia ed oscura, nella quale la terra diventa un atomo opaco del Male!. Il poeta sa perché il dieci agosto il cielo si riempie di stelle cadenti: piange in memoria di tutte quelle vittime innocenti, rappresentate proprio dal padre e dall’uccellino. Differenti tematiche, echi del San Lorenzo pascoliano, ritornano nel testo del rapper romano. Anche Rancore, attraverso le parole del padre, paragona la sua morte a quella di una rondine. Ma è anche suo padre, nella caznone, ad avvicinare il figlio alla realtà del volatile: Mi dicevi sarei finito male, come le rondini. Una rondine che rappresenta tre esistenze: quella di Ruggero, quella del padre di Rancore e di Tarek stesso. Un parallelismo che sa di ingiustizia. Il padre, morendo in giovane età, ha ingiustamente tolto a Tarek una parte importante della sua vita. Durante il tour dedicato al suo album Musica per bambini, esprime questo dolore lacerante così:
talmente lontano che se io andassi su un satellite
che gira intorno al nostro pianeta
non mi avvicinerei di un millimetro.
sì, ma sei vivo Dalla mattina fino alla notte
è vestito da angelo netturbino
Guarda come cadono
Lacrime su lacrime su lacrime Tutto è collegato da
Lacrime su lacrime su lacrime
su lacrime Lacrime su lacrime su lacrime
Piove sul bagnato
Il testo di Rancore ribadisce due concetti di vitale importanza: l’immortalità della poesia e come il rap sia il suo erede spirituale. A distanza di decenni, alcuni testi poetici hanno la possibilità di ritornare in vita in nuove vesti più moderne, con le stesse lacerazioni al cuore che colpiscono anche noi moderni. Lo stesso rapper romano ha definito il testo pascoliano come una delle poesie italiane più rappabili e questo brano lo conferma appieno.
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