Editoriale dello Speciale Estate
Il nostro nome vi ha sempre incuriosito e stranamente siete stati proprio voi — lettori, fan, sostenitori — a dirci che è il nome perfetto per noi. Partendo dalla musica seguiamo tutto fuorché le mode. Ormai ci conoscete, Chiara ha costruito un gusto musicale ascoltando a ripetizione tutti gli album dei Beatles e Alessia conosce a memoria tutti i videoclip di Michael Jackson. Per cui è stato molto naturale decidere di parlare di tutta la musica — senza distinzione di generi, audience e anni: melodie e testo stanno al di là di queste categorie. Abbiamo iniziato a scrivere Fuori Tempo, anzi a parlarne insieme, perché amiamo proprio il contenuto di quel CD, di quel vinile, di quel mp3 e quello sarà sempre al centro delle nostre riflessioni e dei nostri articoli. In quanto tale, la musica di cui parliamo, è senza tempo. Anche per questo abbiamo deciso di aspettare. Sappiamo quanto possa essere una scelta controproducente — soprattutto all’ inizio, nella fase in cui dobbiamo farci conoscere — però non abbiamo fretta. Anche se i nostri collaboratori ci vedono sempre di corsa perché la vita è un miscuglio di lavoro, passione e studio, sulla musica e sulle riflessioni che abbiamo su di essa non vogliamo essere precipitosi. Non cerchiamo di pubblicare la recensione del nuovo album del nostro artista preferito il giorno dopo, ma aspettiamo, lo riascoltiamo più e più volte, ne parliamo con voi alle file degli instore, ai concerti in cui è ospite e poi scriviamo l’articolo. Sono sicura che ogni artista vorrebbe che chi ascoltasse il proprio album mantenesse questa stessa ponderatezza. Ad ogni ascolto cerchiamo di tenere a mente che stiamo ascoltando il lavoro di anni, il frutto di una carriera, che ha richiesto ragionamento, sudore e tanta vita vissuta. Ogni pezzo che ascoltiamo è un dono e sarebbe stupido sprecarlo per la fretta. Siamo Fuori Tempo perché vogliamo fare tutto con le nostre mani e restituirvi un lavoro di cui essere soddisfatti. Non utilizziamo AI, non utilizziamo modelli pre impostati, né scorciatoie e a volte si vede. Gli errori di battitura, purtroppo, hanno caratterizzato i primi numeri di Fuori Tempo, poi è arrivata la nostra Flavia, e adesso anche la nostra Jessica, che ci aiutano con la loro doppia lettura. Gli errori ci sono, ma sono umani e quando ci leggete vorremmo che pensaste a questi articoli che hanno voglia di esser letti, non come testi di accompagnamento per un titolo clickbait. Le grafiche sono tutte realizzate da Chiara, prima con il suo usurato mouse e ora con una fiammante tavola grafica, perché le piace personalizzare il look di Fuori Tempo e le piace l’ idea che assomigli a una bozza da completare. Ama la teoria sveviana dell’abbozzo e crede che l’essere incompleti ci predispone all’evoluzione; per questo ha saltato di gioia quando Lisa, giovane illustratrice, si è proposta per apportare delle decorazioni nei giochi che troverete in questo nostro numero estivo e nella nostra bellissima nuova rubrica Fuori posta. Essere artigiani del proprio magazine ci dà la possibilità di plasmarlo come vogliamo, di migliorarlo di mese in mese, di rispecchiare visivamente l’intero turbinio ideologico che ci investe a ogni riunione redazionale fatta davanti a uno spritz. Per questo dobbiamo anche ringraziare le ragazze di Roma Foto Digital Don Bosco e Steven di Pioda imaging perché ogni mese — da 8 mesi a questa parte — rendono le nostre idee tangibili. Siamo Fuori Tempo perché siamo cartacei, ma non potremmo esistere e farci conoscere senza il nostro splendido sito disegnato da Vitaly. E se ci state leggendo sul sito pensando che è la prima volta che leggete il nostro editoriale, vi rivelo che è così: è sempre stato solo per i nostri lettori del cartaceo ma, in questo modo, speriamo di convincerti a sfogliare di nuovo una rivista quest’estate. Sotto l’ombrellone o in montagna, ci piacerebbe che quest’estate restassi un po’ con noi, su queste pagine, a riflettere sulla musica e lasciarti appassionare. Ci piacerebbe che leggeste questo magazine come negli anni d’oro, quando si ricercavano la verità e la passione nelle pagine dei giornali, sottolineando le frasi che vi restano impresse, ricercandovi nei pensieri di chi, come voi, vive la musica sulla propria pelle e si lascia attraversare. Sono stati otto mesi intensissimi, che a volerli ripercorrere ci vorrebbe il triplo del tempo: tante le persone che abbiamo conosciuto, la musica che abbiamo scoperto, le realtà che hanno creduto in noi e ci hanno dato fiducia. Non vediamo l’ora di crescere e di farlo insieme a voi, sperando che possiate solo alimentare questo forte desiderio di imporci su carta.
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