“Elsewhere”, il nuovo album di Gemitaiz ci racconta il nostro tempo
Il 12 dicembre 2025 è uscito il nuovo album di Gemitaiz e nei commenti sui social molti hanno detto che poteva benissimo essere un QVC11, ma perchè Elsewhere è altro rispetto alla sua discografia e rispetto a tutto il resto che abbiamo sentito quest’anno? Nonostante le produzioni all’avanguardia di Mace, DJ 2P, Frenetik, Orang3, The Tre Beats e dello stesso Gemitaiz, quest’album va al di là della musica. Davide è sempre stato considerato il “polemicone”, non il rapper alla ricerca del dissing facile, ma colui che nella sua musica ha sempre cercato opposizioni tra sé e gli altri anche nel modo di presentare la sua arte.
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E GUARDO QUESTO MONDO MISERO
LA CITTÀ SI SBRICIOLA NEI FARI COI PALAZZI SPENTI
Dal genocidio in Palestina, ai bombardamenti in Ucraina, alla presa di potere delle destre estremiste in tutto il mondo, alla corruzione pervasiva dell’Intelligenza artificiale che non ci fa capire più cosa è vero o cosa è falso, di chi fidarsi e di chi temere
Siamo nel pieno della crisi mondiale e la musica non può non parlare di questo. Gemitaiz nelle sue storie si è spesso scagliato con chi non si espone per le questioni importanti, con chi non partecipa alle manifestazioni o non fa semplicemente una storia per supportare le giuste cause. Lui è sempre stato schierato. Il 25 aprile io e altre migliaia di persone abbiamo cantato insieme a lui al Quarticciolo sentendoci antifascisti, sentendoci parte di qualcosa, o meglio, sentendoci diversi dagli altri. Noi appartenenti a un altro mondo di emozioni, in cui abbiamo compassione e uno sguardo lucido che ci fa apparire la realtà per com’è: destinata a scomparire. La stessa copertina di Elsewhere ci ricorda le ambientazioni di The Last of Us o di Stray in cui l’umanità è in declino e possiamo solo viverla. Gemitaiz ci ricorda ciò che stiamo provando qui e adesso, accettando che sta girando male, ma che questa consapevolezza ci fa sentire diversi da chi vuole rassicurare dicendo che è tutto a posto ed è la nostra unica arma che ci può spingere a uscire dall’apatia e ribellarci. Anche Madman, nel feat con Venerus, Lacrime, ammette di vedere la gente morire su uno schermo e non sente niente, come se fosse normale, oppressi da social, politici che vogliono solo calmarci, da chi vuole distrarci per farci smettere di provare qualcosa e di sognare. Viviamo in un mondo che ha sempre preferito l’intrattenimento al confronto, ma Gemitaiz e la sua crew stanno guardando tutto sgretolarsi da un altro punto di vista: dall’altro mondo, dall’elsewhere
DOVE LE EMOZIONI SONO AL PRIMO POSTO,
INVECE È UN INFERNO QUI
CHE SPORCANO DI SANGUE L’UNIVERSO
LORO PENSANO CHE ABBIAMO PERSO
MA IO SOGNO UN FINALE DIVERSO
E tu, cosa ne pensi a riguardo?
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