Lo Spotify wrapped
Il 3 dicembre è uscito lo Spotify Wrapped: sono stata associata al Club dei cuori infranti. Non che avessi dubbi — ho ascoltato musica in ogni momento dell’anno, e nella maggior parte del tempo il mio cuore era a pezzi. Oltretutto, un anno fa esatto stavano uscendo album importantissimi per me: Lettera Q, Casa Gospel, Hurry Up Tomorrow, Futuri possibili, AMANDA, Indi, SOS Deluxe: Lana, GNX, e potrei continuare ancora per molto.
Alcuni di questi album mi hanno presa per mano durante le passeggiate solitarie in cui mi forzavo a scoprire Roma, appena trasferita in questa grande città. E Spotify se lo ricorda bene: mi ha accusata di aver ascoltato Serie Tv almeno 77 volte, ma si sbaglia. L’avrò consumata molto più di così.
Di sicuro nayt è ormai consacrato come mio artista preferito: sono anni che nessuno riesce a scalzarlo dal primo posto nella mia classifica personale. Quest’anno l’ha seguito The Weeknd: il suo ultimo album è stato molto intenso, l’ho apprezzato, anche se nel mio cuore resta DAWN FM, in assoluto il suo album migliore (per me), un viaggio in tutti i sensi.
Lo Spotify Wrapped è qualcosa che aspettiamo ogni anno con ansia, come se dovessimo ricevere un regalo, un compenso. Da persona che lo aspetta con moderazione, posso darmi una piccola spiegazione: è una conferma della dedizione che abbiamo nei confronti di certi artisti. Ci fa riscoprire suoni, odori e magari anche lacrime che hanno segnato l’anno che sta per concludersi.
Non ho bisogno che un “computer” mi dica che sono la fan numero 1 di un artista: parlano già i biglietti dei concerti che compro, i dischi che colleziono, il merch, i tatuaggi che dedico. Ma soprattutto parla l’emozione che quella musica mi provoca.
E quindi sì, in alto alla mia classifica c’è nayt perché — senza tirare in ballo gli anni passati — il suo ultimo album mi ha accompagnata in ogni microfase: Se corri mi ha ricordato perché corro anch’io; Poter scegliere mi ha accarezzato le notti in cui non trovavo un perché; Un’altra strada mi ha illuminato il cammino che con fierezza già stavo percorrendo. E quindi, tra un abbraccio consolatorio e una spinta forte, è passato il mio 2025 con nayt in cuffia.
Ma, come dicevo, faccio parte del club dei cuori infranti. I tentativi di cura sono stati molteplici: Gazzelle, Franco126, Prima stanza a destra, The Weekend. Questa è stata la mia piccola schiera di cavalieri pronti a combattere per me.
Posso solo immaginare quanto esteso sia questo club, quanta musica esista nel mondo e quante persone siano state curate e accolte da un artista, o da più di uno. Lo Spotify Wrapped sembra una cosa superficiale, eppure crea un momento di collettività, di comunità. Condividere la schermata con gli amici, con la propria cotta o con l’artista che hai ascoltato di più è soddisfacente.
Non siamo più “validi” solo perché i nostri ascolti hanno superato i 50.000 minuti — ma è bello riconoscersi nelle nostre stesse abitudini sonore, e sorridere per un attimo a ciò che siamo stati.
Per questo motivo ho fatto un paio di domande a chi mi circonda, cercando di capire, interrogandomi sul valore di questo evento per gli altri. Una risposta in particolare mi ha colpito. Un mio caro amico mi faceva notare che al termine di ogni anno, grazie al wrapped, Spotify mette a disposizione una playlist “senza skip”, fatta di tutte le canzoni che hai, abbiamo amato e riascoltato fino alla nausea. Effettivamente risulta comoda. Anche se di tanto in tanto è bello perdersi tra le note che non si conoscono.
Non c’è, quindi, validazione in tutto questo, c’è più un mettere bianco su nero le persone che siamo state e i sentimenti che abbiamo provato. Forse un po’ ci ricorda che siamo capaci di provare.
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