La discesa e la risalita nel nuovo album di Ainè
Il 6 febbraio 2025 è uscito l’album BUIO LEGGERO di Ainè, artista r&b e neo-soul che, a distanza di circa quattro anni dal suo ultimo lavoro in studio, Alchimia, torna con un racconto personale ed introspettivo, votato alla sperimentazione musicale. L’album unisce due pubblicazioni avvenute nel corso del 2024, ovvero l’EP BUIO e il successivo LEGGERO. La fusione delle due opere in un unico progetto è un’operazione sensata, in quanto i due EP erano stati concepiti seguendo una continuità narrativa e musicale. Ainè racconta la discesa e la risalita personali che evidentemente ha dovuto attraversare in un periodo di vita precedente a queste pubblicazioni. Se in BUIO le musiche e le liriche narrano un amore tossico e disfunzionale, le vibes di LEGGERO virano completamente su altri lidi. L’autore ripercorre qui un suo cambiamento interiore, in direzione di un benessere spensierato e senza più regole, esclusivamente indirizzato verso una nuova armonia. Dal punto di vista musicale, nella prima parte Ainè ha nuovamente confermato di essere un punto di riferimento per l’attuale scena neo-soul italiana. Beat puramente black, arrangiamenti r&b, scenari acustici ariosi e notturni caratterizzano i cinque brani dell’EP. La La chitarra acustica processata ricopre un ruolo interessante, in quanto rende l’ambiente sonoro più malinconico e aggiunge un tocco quasi folk. Gli arrangiamenti di LEGGERO, invece, pur partendo dalla matrice r&b, sono fortemente influenzati dalla deep house e richiamano atmosfere da clubbing. Per altro, a differenza della prima parte dell’album, qui ogni brano è intervallato da intermezzi più downbeat che offrono respiro all’ascoltatore. Il risultato è una sorta di continuum musicale, simile a un dj set in cuffia, che però rischia di rendere più difficile distinguere i singoli brani. Il messaggio lanciato da Ainè, inoltre, risulta essere più chiaro e diretto in BUIO.
ma mentirei
E io che ti ascoltavo
Scivolando ancora un po’ più giù
Dipinge essenzialmente uno stato di continua sofferenza te, di sconforto, in cui l’autore, tirando le somme sulla relazione di coppia appena conclusa, si rende conto di aver più dato che ricevuto. Al contrario, LEGGERO vuole essere una sorta di invito al movimento, a godersi l’attimo presente e ad abbandonare tutto ciò che è stasi e annichilimento. Tuttavia, non raggiunge probabilmente la chiarezza espositiva e narrativa del primo EP. Questo perché? È paradossalmente e tristemente più facile riflettere su ciò che fa stare male e pertanto, il risultato è avere anche più cose da dire. Al contempo, ciò che invece ci può rendere sereni è il più delle volte essenziale, poco verboso, in un certo senso libero e leggero.
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