Tra l’anniversario di AMANDA e il tour
Tra i progetti che ho preferito nel 2025 c’è senza dubbio AMANDA, EP d’esordio di Prima stanza a destra: un lavoro che, con un falsetto riconoscibilissimo, dà voce a testi capaci di rievocare immagini concrete. Nelle composizioni figurano i nomi di Iacopo Sinigallia e Nicolas Biasin: due produttori che unendo le loro forze hanno lavorato anche con Madame e Lorenzza. Ascoltare Prima stanza a destra mi ricorda la mattina dopo aver chiuso una relazione. Chiudo gli occhi e la musica mi appare blu notte: quel blu delle sei del mattino, quando fuori è brutto tempo e il riflesso delle tapparelle disegna strisce irregolari sul muro. C’è un sapore amaro in bocca. Gli occhi che premono, come se qualcuno ci stesse infilando dentro i pollici. Quello stato di completa incoscienza, quella malinconia non ancora consapevole. Ed è forse proprio questa sensazione che troverà una nuova forma durante il live al Monk di Roma, il 24 marzo. Le altre città ad accoglierlo saranno Milano, Bologna e Pozzuoli. All’EP sono seguiti i singoli basta e mi sento perso senza di te. Il 16 gennaio è uscito il brano infinito. Senza contare i numeri che sta facendo su TikTok. Su di lui poggiò occhi e orecchie nayt qualche anno fa, consigliando la sua musica. Diverse anche le collaborazioni: Anche se ti amo con Frah Quintale e nayt nell’album Golden Years; TERAPIA con Mecna nel suo album DISCORDIA, ARMONIA E ALTRI STATI D’ANIMO; CASA MIA con 22simba nell’album di Voga, CHI AMA NON DIMENTICA. Scoprii la sua musica durante una domenica pomeriggio in cui — sarò ripetitiva, ma non posso farci granché — ero sola e vagavo per Roma. Quel giorno ero particolarmente giù di corda: non mi andava di fare nulla, o meglio, avrei voluto fare tutto, ma sentivo che mi mancavano i mezzi. Così salii sull’81 e mi lasciai trasportare fino a quando mi venne voglia di camminare; da lì non so che giro feci, ma finii a Trastevere. Per un bel po’ rimasi seduta per terra a fissare il fiume davanti a me: le persone che correvano, passeggiavano, portavano a spasso il cane. Io mi tenevo compagnia buttando giù qualche pensiero e ascoltando questa voce, per me nuova. Nel frattempo calò il buio, le pagine non si vedevano più e feci ripartire l’EP da capo. L’avrò consumato a forza di mandarlo indietro. Mi sentivo estranea a ciò che accadeva intorno a me. In quel momento la musica mi aveva con sé: io stavo ripercorrendo tutte le sei del mattino vissute nella mia vita. Così, d’impulso — quasi per necessità — comprai il biglietto per il live. Non si hanno molte informazioni su di lui. Sui suoi profili tutto ciò che si può trovare è questo:
rivivere il passato e viaggiare con la mente. Dietro il progetto c’è un artista ventiduenne
con testi commoventi e immediati, un falsetto unico e uno stile di produzione sperimentale,
il tutto condensato in una forma canzone molto compatta.
Tutto nella sua musica è un mantra.
E allora la mia curiosità cresce. In cuffia ho provato esattamente questo. Mi domando che effetto farà dal vivo, se mi sentirò nella prima stanza a destra piuttosto che sotto a un palco.
E tu, cosa ne pensi a riguardo?
Se il contenuto ti è piaciuto, sentiti libero di usare i bottoni di condivisione sottostanti. Sapere che lo hai apprezzato ci regala sempre un sorriso.