Guè e l’evoluzione di un maestro dell’hip hop
Nel panorama hip hop contemporaneo, dove le mode bruciano in fretta e l’autenticità è spesso sacrificata sull’altare dell’algoritmo, Fastlife 5: Luxury Audio di Guè si impone come un manifesto di crescita, coerenza e dominio artistico. Non è solo un progetto musicale: è la fotografia di un percorso che ha portato l’artista a ridefinire il proprio status, senza mai tradire le radici. Guè arriva da una fase più commerciale della sua carriera, ma ciò che lo distingue è la capacità di trasformare quella fase in trampolino di lancio, non in un compromesso definitivo. La superficialità dei contenuti, nel suo percorso, è sempre stata una scelta e, quando vuole, Cosimo Fini riesce a scrivere strofe di impatto come in Fiamma Viva nell’album di DJ Shocca. Con Fastlife 5: Audio Luxury dimostra di aver metabolizzato le logiche mainstream per poi superarle, tornando a un suono vero, crudo, di strada, ma con una consapevolezza e una precisione tecnica da veterano. Questo è quello che gli piace, questo è quello che ci regala: le logiche di mercato sono sempre in secondo piano se chi fa musica ama quello che fa. Il progetto respira hip hop autentico: beat solidi, atmosfere notturne, liriche affilate che raccontano ambizione, sacrificio e realtà senza filtri. È “luxury” non per ostentazione vuota, ma per la qualità del suono, per la cura dei dettagli e per la sicurezza con cui Guè si muove tra barre e flow. La strada è ancora lì, viva e pulsante, ma ora dialoga con una visione più ampia, internazionale. Le produzioni sono tutte firmate da Cookin’ Soul, incredibile produttore spagnolo di base a Valencia, cresciuto nutrendosi fin da piccolo di black culture americana. Nato come collettivo, il progetto si afferma nei primi anni Duemila grazie a una serie di mixtape diventati storici. Big Size, componente storico dei Cookin’ Soul e oggi unico portatore del progetto, insieme a Milton e Zock realizza lavori come il mixtape costruito sulla base di I Want You Back dei Jackson 5, rielaborata per accogliere una strofa di Lil Wayne, o DOOM XMAS, mixtape natalizio diventato un culto per ogni amante dell’hip hop, costruito sulle voci di MF DOOM. Cookin’ Soul ha un enorme gusto musicale che esprime nel mondo artigianale del più puro hip hop. Forse è per questo che Guè lo sceglie come produttore per Fastlife 5: Audio Luxury dove con le sue solidissime rime surfa con maestria su delle strumentali pensate proprio per essere culto. Loquito così ci sorprende con un ritornello che ricorda canzoni come Hard Knock Life (Ghetto Anthem) di Jay-Z dove il produttore The 45 King campiona il ritornello cantato dagli attori bambini del famoso musical Annie, o I can di Nas, We don’t Care di Kanye West. In questo caso il ritornello è cantato dalla figlia di Guè, la mitica Celine G, come la chiama lui ed è proprio questo il suo mondo di riferimento: sound da ghetto, il più puro hip hop americano, in cui la musicalità è tutto. Lo vediamo soprattutto con una canzone come Sig Sauer che sacrifica coerenza semantica per far “muovere il collo”, per citare la canzone di un altro grande produttore ( e rapper) italiano come Bassi Maestro. Tanti anche i riferimenti a ciò che ama profondamente, come il Giappone, una passione su cui Guè è tornato più volte, anche nel podcast Tintoria. Un immaginario che ritorna spesso nel disco, tra citazioni e suggestioni, fino a diventare centrale nella collaborazione con Sayf, diamante della nuova generazione, in Last Train 2 Shibuya. Ed è proprio sul fronte delle collaborazioni che Guè ha costruito gran parte della sua crescita. Nel corso degli anni ha lavorato con numerosi artisti della scena internazionale, assorbendo influenze, linguaggi e attitudini diverse, senza mai perdere la propria identità. Questo scambio continuo ha raffinato il suo stile, rendendolo riconoscibile ma mai statico, capace di parlare a pubblici diversi mantenendo un’anima profondamente hip hop. Per questo, nell’album sceglie dei feat interessantissimi e pensati, piuttosto che i soliti che a turnazione vediamo sempre nelle novità italiane: sceglie collaboratori affermati come Joshua e Marracash (che ci regala una strofa incredibile in Spendin, ricordandoci perché è il king del rap), vere e proprie leggende internazionali, come il frontman dei Cypress Hill, B-Real, ma anche Larry June, Freddie Gibbs e Alemán, giovani promesse come Sayf o Promessa, e, personalmente una rivelazione, la rapper Enny P; l’avevo conosciuta alle audizioni della scorsa stagione di Nuova Scena, in cui aveva dimostrato scarsa originalità, ma adesso sembra che stia trovando la sua strada. In un’epoca in cui molti rincorrono il suono del momento, Guè dimostra che la vera evoluzione sta nel crescere senza snaturarsi. Oggi, con Fastlife 5: Audio Luxury , Guè non cerca più legittimazioni: si riconferma master del genere. Non segue l’hip hop: lo interpreta, lo modella e lo restituisce con una voce autorevole, credibile, matura.
E tu, cosa ne pensi a riguardo?
Se il contenuto ti è piaciuto, sentiti libero di usare i bottoni di condivisione sottostanti. Sapere che lo hai apprezzato ci regala sempre un sorriso.